Anticamente l'insieme del repertorio musicale della Chiesa cristiana d'Occidente, fino al sec. XVI era la voce più acuta di una composizione polifonica, indicata con l'abbreviazione cantus.
Il termine cantus firmus designava, nella pratica polifonica dal sec. XII in poi, la melodia che fungeva da base alla costruzione contrappuntistica. Detta più tardi anche tenor perché 'teneva' la voce, poteva essere desunta dal repertorio liturgico o dalla musica profana (da qui il sinonimo c. prius factus, perché già esistente in precedenza); si svolgeva durante l'intera composizione, inizialmente a valori larghi e costanti, a partire dal sec. XIV secondo diversi artifici ritmici. Era spesso destinato all'esecuzione strumentale.
Con lo stesso significato il termine fu utilizzato nell'ambito del corale luterano organistico e, in generale, della musica strumentale polifonica dei secc. XVI e XVII. La locuzione cantus planus o choralis, indica genericamente il canto monodico della Chiesa cristiana, privo di valori ritmici definiti.
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